1. Inizio pagina
  2. Contenuto della pagina
  3. Menu principale
  4. Menu di Sezione
testata per la stampa della pagina

Contenuto della pagina

La storia


Dai reperti archeologici rinvenuti nel sottosuolo di Castellanza è stato rilevato che il primo insediamento umano avvenne durante l'Età del Rame (2500-2200a.C.). Dagli altri resti venuti alla luce è stato appurato il passaggio delle civiltà celtica, romana e longobarda. Parecchi di questi ritrovamenti sono conservati tuttora nel Museo Archeologico Suthermeister di Legnano.
Il nome di Castegnate (allora Casteniate) - in seguito assorbita da Castellanza - appare per la prima volta in un documento del 1045 con il quale l'imperatore Enrico III conferma al Monastero di San Dionigi di Milano la proprietà dei beni lasciatigli dall'arcivescovo Ariberto.
Solo nel 1361 in una pergamena dell'archivio di Busto Arsizio si parla per la prima volta di Castellanza, la quale, cento anni dopo, risulterà aver assorbito due contrade Cogorezio e Sponzano - che in precedenza erano luoghi appartenenti alla Pieve di Olgiate Olona.
Il nome deriva dalle "castellanze" che erano agglomerati di case attorno ad una residenza feudale: il castello. Le persone che vivevano nelle "castellanze" erano i sudditi, contadini che lavoravano per il nobile del luogo.
L'origine invece del nome "Castegnate" che sarà in seguito accorpata al comune di Castellanza, deriva dal castagno, pianta molto diffusa sul territorio. Castellanza, grazie alla sua posizione di transito fra Alpi e Pianura Padana, è da sempre un crocevia di civiltà e culture.
La città è spaccata in due dal fiume Olona che separa la parte più antica (Castegnate) sulla sponda sinistra, da quella più recente sulla sponda destra. L'Olona ebbe notevole importanza per la nascita dei molini da grano e molasse di olio che nel XVII secolo ammontavano a otto (su 427 di tutta la Valle Olona). Le campagne circostanti furono utilizzate per la coltivazione di patate, cereali, viti e gelso per l'allevamento del baco da seta. Gli abitanti erano quasi tutti contadini che coltivavano i terreni posseduti dai nobili dell'epoca: i Borromeo, i Fagnani, i Crivelli, gli Arese, i Brambilla, i Clerici ed altri.
Questo paesaggio descritto da Stendhal durante una sua visita "un'oasi di verde con un limpido fiumicello" perse lasua connotazione agreste alla fine del XIX secolo quando i molini lasciarono il posto alle industrie che avrebbero avuto un ruolo predominante nella vita di Castellanza. Famose anche per i loro rapporti intemazionali gli stabilimenti meccanici, chimici, elettrici e soprattutto tessili: Officine Pomini, Manifattura Tosi, Società Lombarda per l'Energia Elettrica, Manifattura Cerini, Industria chimica Montecatini e il famosissimo Cotonificio Cantoni.
Nel1878 Castegnate e Castellanza divennero un solo comune. L'incremento urbanistico conseguente alla presenza delle industrie nella seconda metà del XX secolo ha portato l'espansione abitativa di Castellanza fino al limite dei confini con i comuni limitrofi di Legnano e Busto Arsizio.
Nonostante tutto ciò Castellanza vanta una caratteristica che poche città industriali hanno: un grande polmone verde che ospita oltre venti fra parchi e giardini.
Il titolo di città è arrivato nel 1974 ,proprio quando alcune delle più importanti industrie stavano per chiudere. Oggi Castellanza si può definire una città del Terziario e della Cultura. Infatti,oltre a Scuole Medie Superiori, offre una Biblioteca Comunale modernissima (inaugurata nel 2004) completamente informatizzata.

(Fonte: Pro Loco Castellanza)


Alla sezione Storia locale dell'area Cultura - Biblitoeca si trovano bibliografie e documenti sulla storia di Castellanza.