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Laggiù qualcuno mi ama

 

Lunedì 12 Giugno alle ore 21.00 il programma de "L'estate in città 2023" propone al Teatro di Via Dante il docu-film "Laggiù qualcuno mi ama" del regista Mario Martone.
Documentario incentrato su Massimo Troisi, che tramite contenuti inediti e una raccolta di testimonianze di colleghi e amici dell'attore racconta il suo genio. Il mito di Massimo Troisi, una figura sempre rimasta viva  nell'immaginario del cinema italiano, si rianima nello scorrere delle immagini su quel grande schermo che gli ha dato la gloria, grazie al lavoro di Martone, suo amico e ammiratore, e di Anna Pavignano, compagna di Troisi nella sfera privata e professionale.

laggiù qualcuno mi ama

A settanta anni dalla nascita, Mario Martone ricorda l'amico Massimo Troisi in un'opera che coglie tutte i molteplici aspetti del suo essere uomo ed artista. ripercorrendo la sua carriera di attore e di regista ma anche la sua storia personale di un uomo con il suo carattere schivo ma estremamente sensibile. Ne ricostruisce il lavoro e le passioni tramite le testimonianze di chi, come Anna Pavignano cosceneggiatrice del documentario, lo ha amato e ne ha condiviso il percorso di scrittura e di molti altri che ne hanno apprezzato la genialità e l'arte
Tramite contenuti inediti e una raccolta di testimonianze di colleghi e amici dell'attore, Martone ci fa scoprire o riscoprire il genio e il mito di Massimo Troisi, una figura sempre rimasta viva nell'immaginario del cinema italiano, che si rianima nello scorrere delle immagini su quel grande schermo che gli ha dato la gloria.

 

Il viaggio compiuto da Mario Martone attraversa il cinema di Massimo Troisi, mostrando le scene dei suoi film nel tentativo di metterlo in luce come regista prima che come attore comico. L'itinerario disegnato da Martone è una parabola artistica di Troisi, che ha inizio dalla sua formazione e dalla vita nella città che accomuna entrambi, Napoli.
Le conversazioni che nascono nel film non sono con persone che Troisi frequentava, ma con artisti che lo hanno ammirato e che inevitabilmente sono stati influenzati dal suo fare cinema. Tra questi Francesco Piccolo, Paolo Sorrentino, Ficarra e Picone, nonché diversi critici che si sono dedicati allo studio della sua figura, come Goffredo Fofi. La stessa Pavignano è stata incontrata da Martone, perché essendo stata co-sceneggiattrice di molti film di Troisi, ha potuto raccontare quali erano i processi creativi da cui scaturivano le sue opere.

" La possibilità che mi viene offerta di fare un film documentario in cui il pubblico lo possa ritrovare oggi sul grande schermo è quindi qualcosa di speciale per me, posso tornare a dialogare con lui, ascoltarlo e portarlo agli spettatori di ieri e a quelli di oggi, che sono tantissimi. Facciamo questo film per riascoltarlo, rivederlo, stare con lui ” sono le parole con cui Mario Martone racconta l'idea di fare un film sull'amico prematuramente scomparso.
Presentato fuori concorso alla Berlinale 2023, quello di Martone è un film intelligente e commovente, che parte da premesse critiche sul Troisi autore per tracciarne un ritratto umano pieno di rispetto.

" Laggiù qualcuno mi ama non è (o non solo) il classico documentario che omaggia la grande figura del mondo del cinema che non c’è più, ma è soprattutto - e non a caso così comincia, anzi dichiaratamente - un film nel quale Martone vuole esporre e dimostrare a tutti la correttezza della sua tesi.
La tesi per cui Troisi non è stato solo un formidabile comico, e un bravissimo attore tout court - come saggiamente aggiunge Paolo Sorrentino, uno di quelli che Martone ha voluto a conversare di Troisi con lui sullo schermo - ma un grande regista.
Meglio: un grande autore, capace di esserlo anche quando, come è accaduto, Troisi dei film che lo videro protagonista non è stato anche regista.
Basterebbe la parte iniziale, in fin dei conti, per constatare il valore di Laggiù qualcuno mi ama . Basterebbe raccontare l’intuizione di Martone - già ghezziana, forse, ma non è questo il punto - di mettere assieme Massimo Troisi e François Truffaut .
E basterebbe vedere il modo in cui Martone, nel tradurla in film, affiancando immagini a immagini, fa del suo documentario un vero e proprio video-saggio." (Federico Gironi)

Ingresso € 5,00