Archivi svelati: sguardi sul Novecento

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La Collezione dell'Archivio Fotografico Italiano, nel bicentenario della scoperta della fotografia, in mostra dal 17 ottobre all'8 novembre a Villa Pomini.

Data:

6 ottobre 2026

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Archivi svelati: sguardi sul Novecento

Descrizione

La storica cornice di Villa Pomini a Castellanza accoglie la nuova edizione di Archivi Svelati. La rassegna si rinnova nell'ambito del circuito di Archivi Aperti, manifestazione oramai affermata come appuntamento culturale di rilevanza nazionale.

Celebrando il ventesimo anniversario della fondazione dell'Archivio Fotografico Italiano (2006-2026), in collaborazione con l’Archivio Fotografico Lombardo, che ha sede a Castellanza, l'esposizione intitolata "Sguardi sul Novecento: la collezione dell’Archivio Fotografico Italiano, custode di luce e materia" presenta un corpus di opere fotografiche di straordinario valore, ripercorrendo le tappe fondamentali della storia della fotografia italiana e internazionale.

«È un piacere accogliere a Villa Pomini “Archivi Svelati” -sottolinea l’assessore alla Cultura e all’Istruzione del Comune di Castellanza, Davide Tarlazzi-. La mostra esporrà un patrimonio fotografico di sicuro interesse, invitandoci a guardare al Novecento attraverso immagini capaci di raccontarne trasformazioni, persone, paesaggi e modi di vivere. La fotografia quindi come documento, come forma per capire e interpretare la realtà e le sue evoluzioni. Ringrazio Claudio Argentiero e l’Archivio Fotografico Italiano, insieme all’Archivio Fotografico Lombardo, che ancora una volta puntano su Villa Pomini per un progetto espositivo di qualità finalizzato anche a mettere in luce il lavoro di conservazione e valorizzazione della memoria fotografica. È una mostra che merita di essere approcciata con interesse e curiosità». L'evento si inserisce felicemente nel bicentenario della scoperta della fotografia. Fu infatti tra il 1826 e il 1827 che l'inventore francese Joseph Nicéphore Niépce riuscì a fissare per la prima volta un'immagine in modo permanente su una lastra di peltro cosparsa di bitume di Giudea: la celebre "Vista dalla finestra a Le Gras", considerata storicamente la prima fotografia della storia.

Quel primo esperimento heliografico segnò l'inizio di una rivoluzione visiva senza precedenti. Negli anni successivi, attraverso le intuizioni di Louis Daguerre con il dagherrotipo (1839) e di William Henry Fox Talbot con il calotipo e l'invenzione del negativo/positivo, la fotografia si affrancò da mera curiosità scientifica per trasformarsi nel più potente strumento di memoria, documentazione e linguaggio artistico della modernità.

È proprio in questo solco secolare che si inserisce l'opera dell'Archivio Fotografico Italiano: una missione volta a preservare e valorizzare la materia sensibile e la luce che hanno raccontato le trasformazioni culturali, sociali ed estetiche del Novecento.

«Fotografare non è mai stato un semplice gesto estetico, ma un’operazione di resistenza contro l'oblio. L’Archivio Fotografico Italiano nasce da questa profonda consapevolezza: la fotografia è il tramite primario con cui la memoria collettiva prende corpo, sostanza e forma. Custodire una collezione significa difendere l'atto stesso del ricordare, trasformando il passato da frammento nostalgico in strumento vivo di interpretazione del presente.» (Claudio Argentiero)

Con il tramonto della fotografia analogica non si è conclusa soltanto un’era tecnologica, ma si è dissolto un intero rituale dello sguardo. Prima dell'avvento del digitale e del consumo istantaneo delle immagini, fotografare significava esercitare l'arte della pazienza: un tempo sospeso fatto di attesa della luce, in cui il fotografo era chiamato a pensare, prefigurare e vedere la scena nella propria mente ben prima di premere l'otturatore.

Preservare la collezione dell’Archivio Fotografico Italiano significa salvaguardare la memoria fisica e concettuale di questo processo artigianale e irripetibile.

L'alchimia del buio: l'esperienza quasi sacra della camera oscura, il profumo dei chimici e la magia delle stampe manuali — dal bianco e nero alle raffinate prove colore — dove l'immagine affiorava lentamente sulla carta come un'apparizione.

La sostanza della luce: la matericità tangibile della grana, impronta digitale della pellicola, e la trasparenza incantata delle diapositive, capaci di custodire la brillantezza originale dei toni e dei contrasti.

I linguaggi del '900: dal rigore geometrico della fotografia d'architettura al respiro umano del reportage, testimonianze di una ricerca visiva fondata sulla disciplina compositiva.

In un'epoca di visioni immateriali e fuggitive, questa esposizione celebra la fotografia come oggetto, sostanza e pensiero. Custodire questi frammenti d'argento e di luce non è un atto di nostalgia, ma un presidio culturale fondamentale: la tutela di un modo di guardare il mondo che continua, ancora oggi, a insegnarci come decifrare il nostro presente. Animato fin dalle origini dalla passione e dalla dedizione dei suoi fondatori verso il linguaggio visivo, l’Archivio Fotografico Italiano ha raccolto e custodito nel tempo un patrimonio straordinario, diventando un punto di riferimento fondamentale per la memoria e la cultura fotografica nel nostro Paese. Attraversando l'intero Novecento, il ricco patrimonio dell'Archivio raccoglie testimonianze preziose che raccontano l'evoluzione stessa del medium: dalle storiche lastre in vetro alle raffinate stampe vintage, dai primi supporti analogici ai sali d'argento fino alle moderne espressioni d'autore.

Attraverso una selezione accurata di immagini realizzate nel corso del XX secolo, la mostra conduce il visitatore in un viaggio articolato attorno a due percorsi espositivi principali.

Reportage e Ritratto: Dal taglio schiettamente giornalistico e di documentazione sociale alla centralità della figura umana, per dare voce alla testimonianza visiva e al racconto delle persone.

Paesaggio e Architettura: Dalla pulizia formale delle strutture urbane alla lettura del paesaggio antropizzato, lasciando spazio all'impronta di stili personali e alla ricerca compositiva dello spazio.

Un doppio registro visivo che bilancia il giornalismo d'osservazione e lo studio della forma, guidando il visitatore attraverso l'evoluzione dei linguaggi fotografici del Novecento.

In dialogo costante la forza delle visioni e delle tecniche offrono chiavi di lettura inattese conferendo all'esposizione un'atmosfera intima e poetica. Se la fotografia è per sua natura uno strumento di esplorazione, questo cammino si manifesta tanto nella documentazione del reale quanto nella ricerca stilistica e ideale. Le immagini di reportage catturano l'urgenza del momento e la mutazione della società, mentre le visioni architettoniche e le geografie urbane immortalano le forme, i volumi e i silenzi degli spazi vissuti.

Come frammenti di una memoria collettiva, queste fotografie compongono una traversata ideale fatta di trasformazioni sociali, cantiere urbani, volti segnati dal tempo e geometrie riflesse. Dalla nitidezza e dal fascino materico delle vecchie lastre di inizio secolo alla carica espressiva delle stampe d'epoca, si delinea una cartografia visiva e sensibile del Novecento: una mappa viva, intrisa del rigore dello sguardo e del desiderio di comprendere e tramandare la nostra storia.

Conferenze – Editoria

SABATO 31 ottobre 2026 ore 17 LA MEMORIA E LA LUCE
Dalla collezione dell’Afi tra XX e XXI secolo Visione commentata di stampe Vintage e fine art
Presentazione del nuovo libro: VISIONI AMERICANE di MARIO VIDOR e CLAUDIO ARGENTIERO

SABATO 7 novembre 2026 ore 17 TRACCE DI UMANITA'
Incontro con la fotografa MONIKA BULAJ
Presentazione del libro: GEOGRAFIE SOMMERSE – firma copie Consegna premio alla carriera Afi 2026

DOMENICA 08 novembre 2026 ore 11 APERITIVO CON L’AUTORE
Incontro con il fotografo GIOVANNI MEREGHETTI Presentazione del libro: MAURITANIA, L’ULTIMA FRONTIERA
firma copie

INFO GENERALI
📍 Sede: Villa Pomini – Castellanza (VA) – Via Don L. testori, 14
📅 Periodo della rassegna: 17 ottobre – 8 novembre 2026
Inaugurazione: SABATO 17 ottobre 2026 ore 17,30
Ingresso libero
🕒 Orari di visita:
Sabato: 15.00 – 18.30
Domenica: 10.00 – 12.00 / 15.00 – 18.30

CONTATTI E INFORMAZIONI
🌐 www.archiviofotograficolombardo.it

🌐 www.archiviofotograficoitaliano.it

📧 afi.fotoarchivio@gmail.com

📞 347 5902640


Pagina aggiornata il 06/10/2026, 12:22

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