17 marzo 1946: una data da ricordare

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Oggi, 80 anni fa, le donne castellanzesi entrarono per la prima volta nella cabina elettorale -ancora prima del 2 giugno '46- per eleggere il sindaco della Città.

Data:

17 marzo 2026

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17 marzo 1946: una data da ricordare

Descrizione

Il 17 marzo di 80 anni fa i Castellanzesi andarono a votare: erano le prime elezioni libere dopo la caduta del fascismo.  Uomini e donne votarono per nominare il nuovo Consiglio Comunale che avrebbe poi eletto il 27 marzo il Sindaco Leonardo Cerini.

Le tornate Amministrative nell‘Italia libera iniziarono il 10 marzo 1946 in 436 comuni, seguirono il 17 marzo 1946 in altri 1.033 Comuni tra cui Castellanza e proseguirono fino al 7 aprile in altri Comuni per poi completarsi nell’autunno con la parentesi fondamentale del 2 giugno dove in tutta Italia si votò per il referendum Monarchia/Repubblica.

Le donne italiane poterono quindi votare (ed essere elette) in molte Regioni prima del 2 giugno; purtroppo fu imposto il limite dei 25 anni compiuti e furono elette, in tutta Italia, circa 2.000 donne alla carica di consigliere e 12 alla carica di sindaco. La partecipazione delle donne e uomini fu altissima: poco meno del 90%

Riportiamo una parte del discorso che il neo eletto sindaco Leonardo Cerini tenne in quell’occasione:

«Plaudo a voi tutti, uomini e donne, giovani e vecchi... per la diligenza e per l’ordine con cui avete esercitato il diritto e compiuto il dovere di elettori: avete dimostrato alto senso civile e salda maturità politica. Plaudo a voi donne che per la prima volta siete state chiamate dalla legge a portare il suffragio alle urne. Avete aggiunta una nota distinta e una tonalità di nuovo e di fresco alla giornata, coll’ardente baldanza di voi giovani, colla vivace prestanza di voi spose, colla composta serenità di voi madri generose donatrici di figli al lavoro e alla patria, con l’austera dignità di voi nonne venerate da più di una generazione, che vi siete adornate a festa: avete fatto assai bene: il voto è un simbolo, una funzione, una solennità. Vi elogio soprattutto, uomini e donne, per la disciplinata compostezza con cui avete accolto e salutato, dopo l’espressione del voto, il responso delle urne. L’aver saputo resistere alla facile tentazione delle manifestazioni e del chiasso, è indizio sicuro di coscienza, di educazione e di forza».


Pagina aggiornata il 17/03/2026, 09:41

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